Splash, droplet e aerosol: agenti infettivi nelle goccioline di saliva

In questo periodo, parole come "droplet", "mascherina chirurgica" e "mascherina FFP3" sono entrate nel nostro vocabolario comune. In questo breve post cercheremo di fare chiarezza sulle piccole goccioline di saliva che emettiamo dalla nostra bocca, sulla loro carica infettiva e su quali dispositivi dobbiamo utilizzare per proteggerci adeguatamente.

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Quando starnutiamo, tossiamo, parliamo o respiriamo, emettiamo nell'ambiente circostanze piccole gocce di saliva che possono contenere al loro interno agenti infettivi (virus o batteri). A seconda del diametro, queste goccioline sono classificate come "splash" (maggiori ai 12 micrometri), "droplet" (comprese tra 5 e 12 micrometri) o "aerosol" (inferiori ai 5 micrometri).

La loro dimensione determina il numero di agenti infettivi (chiamato anche carica infettiva) e la distanza che possono percorrere prima di cadere al suolo. Le goccioline più grandi cadono al suolo per gravità e seguono una traiettoria balistica, mentre quelle più piccole rimangono sospese nell'aria e si muovono per diffusione.

Gli spalsh e i droplet contengono, tipicamente, un'alta carica infettiva, ma cadono al suolo dopo pochi secondi, percorrendo distanze non superiori a qualche metro. Attraverso il contatto con le mucose (bocca, naso) e le congiuntive (occhi), possono penetrare fino alle vie aeree superiori. 

Gli aerosol contengono, tipicamente, una bassa carica infettiva, ma rimangono sospese nell'aria per lungo tempo, percorrendo distanze anche di diversi metri. Attraverso l'aria inspirata, possono penetrare fino agli alveoli polmonari.

Una volta emessi, splash e droplet rimangono in un raggio di qualche metro, mentre gli aerosol si diffondono nell'ambiente, "diluendo" la loro concentrazione. Queste queste ragioni, assieme alla loro maggiore carica infettiva, rendono splash e droplet più efficienti degli aerosol nella trassione di virus e batteri - specie a distanze inferiori del metro. 

Un'eccezione è costituita da quelle procedure mediche, chiamate "Aerosols Generating Procedures" (AGPs), che generano areosol concentrato in spazi ristretti e per lunghi periodi di tempo. Esempi di AGPs sono la broncoscopia, la ventilazione polmonare e alcune procedure odontoiatriche. 

Per proteggersi da splash e droplet è raccomandato l'uso di una maschera facciale ad uso medico (la cosiddetta "mascherina chirurgica") ed una visiera protettiva in materiale plastico in grado di creare uno schermo per bocca, naso e occhi. Per proteggersi dagli aerosol è raccomandato l'uso di una semimaschera filtrante antipolvere (la cosiddetta "mascherina FFP3") per trattenere le goccioline sulla sua superficie e filtrare l'aria inspirata. 

Se vuoi approfondire, ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli scientifici "open access" (disponibili gratuitamente):

  • Guidance on the use of respiratory and facial protection equipment [link]
  • Recognition of aerosol transmission of infectious agents: a commentary [link]
  • Aerobiology and its role in the transmission of infectious diseases [link]

Nei prossimi post ti presenteremo nel dettaglio sia le mascherine facciali ad uso medico che le semimaschere filtranti antipolvere e loro caratteristiche (capacità filtrante, vestibilità).